Vaccino obbligatorio, il caso dell'operatrice sanitaria riammessa in servizio con ordinanza cautelare

Maggio 9, 2022

Un'operatrice sanitaria, sospesa per non aver ricevuto il vaccino antiCovid, ha ottenuto di venire riammessa in servizio tramite un'ordinanza cautelare che sta facendo discutere

Il caso

Un'operatrice sanitaria si era rivolta al Tribunale di Padova per ottenere di essere riammessa in servizio dopo che era stata sospesa per l'applicazione della norma che impone ad operatori sanitari di diversa natura di sottoporsi alla vaccinazione antiCovid. In attesa della pronuncia di merito, la ricorrente aveva chiesto di venire reintegrata in servizio ex art. 700, cioè attraverso un provvedimento cautelare urgente.

La pronuncia del giudice

Il giudice ha quindi accolto la domanda cautelare, motivando in più punti. Secondo il Tribunale "l’obbligo vaccinale imposto ai lavoratori in questione non appare idoneo a raggiungere lo scopo che si prefigge, quello di preservare la salute degli ospiti". Nell'ordinanza cautelare si legge che "può infatti considerarsi notorio il fatto che la persona che si è sottoposta al ciclo vaccinale può comunque contrarre il virus e può quindi contagiare gli altri". Per il giudice "la garanzia che la persona vaccinata non sia infetta è pari a zero" mentre "la persona che, pur non vaccinata, si sia sottoposta al tampone, può ragionevolmente considerarsi non infetta per un limitato periodo di tempo". La garanzia che chi si è sottoposto a tampone non abbia contratto il virus "non è assoluta, ma è certamente superiore a zero". Di conseguenza il Tribunale ha deciso di far tornare al lavoro l’operatrice "a condizione che ella si sottoponga a proprie spese, per la rilevazione di SARS-COV-2, al test molecolare, oppure al test antigenico da eseguire in laboratorio, oppure infine al test antigenico rapido di ultima generazione, ogni 72 ore nel primo caso ed ogni 48 negli altri due". 

Conclusioni

Solo il giudizio di merito offrirà maggiori garanzie alla ricorrente. Alla luce delle recenti scoperte scientifiche e dell'evoluzione dell'epidemia, la normativa potrebbe variare. Tuttavia per i giudici il vaglio della questione non sarà semplice. Nel frattempo e allo stato degli atti, per il Tribunale di Padova riammettere in servizio la ricorrente sia stata "la misura cautelare più idonea a garantire provvisoriamente il diritto della ricorrente nelle more del giudizio di merito".

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