Sale giochi e scommesse, si può perdere la licenza a causa di parenti 'scomodi'

Aprile 12, 2022

È sufficiente avere dei genitori o dei parenti coinvolti in procedimenti penali per perdere la licenza di pubblica sicurezza. La decisione della questura è difficilmente sindacabile ed è basata su un giudizio prognostico

La vicenda

Era totalmente incesurata e senza procedimenti o precedenti penali a carico, ma la questura ha revocato comunque la licenza al suo tabacchi. È bastato avere un padre e uno zio indagati per riciclaggio. Questi ultimi erano finiti agli arresti domiciliari in via cautelare: la revoca della licenza si basava proprio su quella misura cautelare.

La pronuncia del giudice

La titolare della licenza aveva immediatamente presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la revoca della licenza e aveva poi ottenuto la sospensione in via cautelare, poi confermata dal riesame collegiale. Quest'ultimo avevano considerato l'interruzione dell'attività del centro scommesse un danno grave e irreparabile, sia per l'immagine della titolare, sia per le conseguenze occupazionali e per la perdita dei clienti che ne consegue. La pronuncia di merito in primo grado ha però ribaltato la decisione, respingendo il ricorso contro la revoca della licenza.

Secondo il giudice amministrativo "la funzione dei provvedimenti in materia di licenze e autorizzazioni di pubblica sicurezza non è quella di accertare la responsabilità né tanto meno di sanzionare illeciti, bensì di porre rimedio, in modo preventivo e con ampia discrezionalità, a situazioni di obiettivo pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza". Nella pronuncia di merito viene anche considerato infondato il vizio sollevato riguardo alla mancanza di istruttoria: l'ordinanza cautelare del gip, sulla base della quale viene disposta la revoca della licenza, non accenna all'attività della titolare. Nonostante l'interessata non sia stata oggetto di alcun procedimento istruttorio, al giudice non risulta né illogico né irragionevole che la stessa abbia perso il requisito dell'affidabilità alla luce dei rapporti stretti con i soggetti indagati.

Conclusioni

L'Autorità di pubblica sicurezza esercita poteri discrezionali ad amplissimo spettro. Pertanto il diniego, la revoca o la sospensione delle autorizzazioni di polizia hanno funzione preventiva rispetto a fatti che possono ledere la sicurezza pubblica: pertanto, come scrive il Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana tali provvedimenti "non richiedono l'esistenza di un oggettivo ed accertato abuso, essendo sufficiente un giudizio ampiamente probabilistico risultante da valutazioni discrezionali che sono sindacabili dal giudice amministrativo solo sotto profili di manifesta illogicità". L'abuso di tali autorizzazioni, o semplicemente il rischio di un abuso, viene determinato sulla base di "un giudizio prognostico" che "muove da un quadro indiziario circostanziato".

Studio legale Lucia, avvocati specializzati in materia civile, commerciale e in diritto amministrativo
info@studiolegalelucia.com
06 69922319 (Roma) - 091 340170 (Palermo)
Largo Chigi n.5, Roma, 00187
Via Marchese di Villabianca n.126, Palermo, 90143
Contatti
Copyright 2007 - 2021 © Studio Legale Lucia
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram