Potestà genitoriale, chi scappa col figlio all'estero non la perde automaticamente

Maggio 16, 2022

La Cassazione si è pronunciata sul punto dopo il ricorso di una donna che era fuggita all'estero col figlio da oltre nove anni. La perdita della patria potestà non è automatica quando viene dichiarato il relativo reato di sottrazione del minore e il giudice deve poter valutare la situazione sempre nell'interesse del figlio

Il caso

La ricorrente era stata condannata dal tribunale, con conferma in appello, per avere sottratto il figlio minore portandolo con sé all'estero contro la volontà dell'altro genitore, impedendogli dal 2012 l'esercizio della potestà genitoriale. Contestualmente alla condanna veniva automaticamente sospesa la potestà genitoriale alla donna.

Il ricorso in Cassazione

La donna ricorreva in Cassazione e la invitava a valutare l'impatto della sentenza della Corte costituzionale (29 maggio 2020, n. 120) che aveva dichiarato l'illegittimità della norma di cui all'art. 574-bis, comma terzo, cod. pen. nella parte in cui prevedeva che la condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di sottrazione e mantenimento di minore all'estero comporti la sospensione automatica dell'esercizio della responsabilità genitoriale nei confronti del figlio minore anziché la possibilità per il giudice di valutare l'opportunità del provvedimento di sospensione.

La decisione della Corte

La Cassazione ha accolto il ricorso e le ragioni della ricorrente. È stato infatti dichiarato costituzionalmente illegittimo l'automatismo della pena accessoria della sospensione della potestà genitoriale. Preminente sarebbe il diritto del figlio a mantenere un rapporto con entrambi i genitori: pertanto tocca al giudice dover valutare sempre l'opportunità o meno di sospendere la suddetta responsabilità.

La Cassazione pertanto ha annulato la sentenza del Tribunale, confermata in appello, che ha disposto nei confronti della ricorrente la pena accessoria della sospensione dell'esercizio della responsabilità genitoriale.

Rinviando la questione alla Corte d'appello, la Cassazione ha precisato che sarà quest'ultima a dover verificare se la sospensione della potestà genitoriale della madre corrisponda all'interesse del figlio.

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