Lockdown e multe: "Vado a ritirare il pesce", ma i carabineri scrivono male il verbale

Febbraio 28, 2022

Una coppia sanzionata per aver violato le norme disposte contro l'epidemia a marzo 2020 è ricorsa al giudice di pace che ha annullato la sanzione. Il verbale deve essere redatto sempre in modo che il cittadino possa comprendere la contestazione, la norma violata, la sanzione e le modalità per estinguere l'obbligazione sanzionatoria

La vicenda

Una coppia convivente era stata fermata da due carabinieri durante il primo lockdown di marzo 2020 ed aveva ricevuto ben due verbali con altrettante sanzioni. Per quanto riguarda il primo dei due verbali, i ricorrenti ne hanno chiesto e ottenuto l'annullamento in autotutela, attraverso il ricorso al presidente della Regione che, in alternativa al prefetto, era l'autorità deputata a conoscere della questione.

La norma violata infatti imponeva il limite di un solo componente della famiglia autorizzato ad uscire di casa per fare acquisti essenziali. Alla luce di quella norma e del fatto che i soggetti presenti fossero due, era una e soltanto una la persona da sanzionare correttamente. Sul secondo verbale è stato invece presentato ricorso al giudice di pace. Nel ricorso si rilevava, oltre ai profili di illegittimità ed inefficacia dell'ordinanza 'sanitaria' emanata dal presidente della Regione, anche la nullità del verbale, per doppia e contraddittoria sanzione.

L'errore dei carabinieri

I due militari hanno commesso un errore. Nel verbale, nella parte relativa alle sanzioni, detta "modalità di estinzione", hanno segnato due caselle delle tre disponibili. La prima era quella che prevede l’irrogazione della sanzione per l’importo di €400,00, con possibilità di riduzione del 30% per € 280,00, qualora il pagamento venga effettuato entro 30 giorni. I carabinieri hanno però barrato anche un'altra casella, cioé è quella che prevedeva l’irrogazione della sanzione aumentata nella misura di un terzo nel caso in cui la violazione venga commessa mediante l’utilizzo di un veicolo, per la quale era prescritto il pagamento di € 533, con riduzione del 30% a € 373. Il ricorrente quindi ha chiesto l'annullamento perché, di fatto, non sapeva quale dei due importi pagare.

La pronuncia del giudice

Il giudice di pace ha considerato fondato il ricorso, ma non è entrato nel merito dell'illegittimità dell'ordinanza 'antiCovid'. La circostanza che fossero segnate due caselle rendeva incerta la sanzione da pagare per beneficiare della riduzione, precludendo così la possibilità di oblare la sanzione. La circostanza che il ricorrente fosse stato fermato alla guida del veicolo non è considerata sufficiente per risolvere il dubbio su quale sanzione dovesse venire pagata.

Conclusioni

Il verbale deve contenere una serie di indicazioni minime necessarie per consentire al trasfressore il pagamento in misura ridotta della sanzione, non essendo evidentemente sufficiente, l'indicazione del minimo della sanzione edittale. Tali indicazioni minime vengono a mancare quando vengono segnate due caselle relative a due importi diversi, creando così confusione nel soggetto sanzionato. Il verbale deve essere quindi facilmente comprensibile al cittadino che deve essere posto nelle condizioni di comprendere la contestazione, la norma violata, la sanzione e le modalità per estinguere l'obbligazione sanzionatoria.

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