Lavoro nero, un dipendente può essere sostituito occasionalmente da altri... quattro

Aprile 11, 2022

Un bar di Palermo ha ottenuto dal giudice del lavoro la cancellazione delle sanzioni elevate per sei dipendenti ritenuti irregolari dalla Guardia di finanza. Nei procedimenti di opposizione alle sanzioni amministrative pecuniarie l'onere della prova spetta all'amministrazione: se contumace può soccombere facilmente

La vicenda

Il titolare di un bar di Palermo era stato sanzionato dalla Guardia di finanza perché all'interno del locale erano stati individuati sei lavoratori irregolari. Nonostante i chiarimenti forniti dal proprietario, la Direzione territoriale del lavoro aveva emesso ugualmente i verbali. Per due di loro l'opponente ha poi presentato la regolare documentazione attestante la loro piena regolarizzazione.

Gli altri quattro, secondo quanto spiegato agli agenti dal titolare, stavano sostituendo una dipendente improvvisamente assente: tre erano amici che si trovavano nel locale e stavano aiutando spontaneamente il titolare, un altro era un lavoratore chiamato occasionalmente come sostituto. Ai chiarimenti del titolare non ci sono state risposte dell'amministrazione, rimasta contumace in giudizio.

La pronuncia del giudice

Secondo il giudice del lavoro non era possibile prospettare un vincolo di subordinazione alla luce dei fatti enunciati dal ricorrente. In assenza di prova contraria presentata dall'amministrazione, il giudice ha accolto il ricorso e ha annullato le ordinanze-ingiunzioni nei confronti del gestore del locale.

Conclusioni

Nel procedimento di opposizione ai provvedimenti sanzionatori pecuniari, l'Amministrazione è formalmente convenuta in giudizio ma assume sostanzialmente la veste di attrice. Spetta ad essa fornire l'onere della prova degli elementi che integrano la violazione contestata. All'opponente compete l'onere della prova dei fatti impeditivi o estintivi.

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