La parte contumace in appello non ha diritto al rimborso delle relative spese

Maggio 31, 2022

Chiunque vinca una causa in primo grado e poi non si costituisce in appello non ha diritto al rimborso delle spese processuali, lo ha chiarito la Cassazione

La vicenda

L'Inps ricorreva in appello contro la decisione del tribunale che aveva riconosciuto il diritto dell'appellato - in qualità di erede - alla corresponsione anticipata dell'indennità di mobilità di cui all'art. 7 comma 5, I. n.223/1991 in riferimento all'integrale importo spettante e non limitatamente all'anno in cui era stata concessa. La Corte di appello confermava la decisione e condannava l'Istituto al pagamento delle spese di lite in favore delle controparte.

Il ricorso in Cassazione

L'INPS ricorreva in Cassazione, lamentando la violazione e falsa applicazione dell'art. 91 c.p.c. e dei principi giuridici in materia di soccombenza e condanna alle spese. L'Istituto ricorrente contesta la pronunzia di condanna al pagamento delle spese di lite del giudizio di appello poiché la controparte era rimasta contumace.

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Inps: secondo la Corte per potersi pronunciare la condanna alle spese di lite queste ultime devono essere realmente sostenute dalla parte nel corso del giudizio. Non è possibile condannare alle spese in favore di una parte vittoriosa che non si sia realmente difesa. Una decisione simile sarebbe da considerare, secondo la Cassazione, una pronuncia resa in assenza di potere.

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