Incidenti stradali, non vale tenuità del fatto per chi non si ferma sulle strisce in caso di pioggia

Maggio 3, 2022

Né la pioggia né le lesioni lievi riportate dal pedone investito bastano di per sé ad escludere la punibilità del reato per tenuità del fatto. Condannato un autista nonostante il pedone non si sia costituito parte civile e abbia avuto conseguenze irrilevanti dall'incidente

Il caso

Il ricorrente veniva condannato dalla Corte di appello di Milano che confermava la sentenza di primo grado riguardo alla sua responsabilità penale. Il ricorrente infatti era stato condannato dal Tribunale perché aveva investito un pedone procurandogli delle lesioni e si era allontanato col suo veicolo senza prestare alcun soccorso. Precisamente gli erano stati contestati ìi reati di cui all'art. 189, commi 6 e 7 del codice della strada.

Il ricorso in Cassazione

Il condannato ricorre in Cassazione, reclamando violazione di legge e vizio di motivazione perché sarebbe mancato il dolo del reato imputatogli: secondo i legali quel giorno pioveva e la visibilità era limitata. Inoltre le telecamere di quel tratto di strada non avevano registrato l'incidente. Sarebbe mancata quindi la prova certa che il conducente si fosse reso conto di aver provocato il sinistro. La Corte di Appello avrebbe inoltre dovuto considerare la particolare tenuità del fatto, invece esclusa. Secondo il ricorrente le lesioni riportate erano minime e l'investito non si è nemmeno costituito parte civile del procedimento. A rendere 'tenue' condotta delittuosa avrebbero inciso poi anche le condizioni meteo.

La decisione della Corte

Al contrario, secondo la Cassazione - che ha respinto il ricorso - l'istruttoria aveva confermato la piena visibilità del pedone, perché il meteo non era così avverso come descritto dal ricorrente. Dalle immagini delle videocamere e dalle parole del testimone risultava che la strada fosse normalmente trafficata e normalmente visibile. La pioggia infatti non era così fitta da compromettere la visibilità. Anche il pedone investito era visibile, perché aveva in mano un grande ombrello. Il fatto era avvenuto alla luce, in piena mattinata.

La non applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto è risultata adeguatamente motivata dalla Cassazione: i giudici di merito hanno evidenziato le gravi modalità concrete della condotta, collegate sia alla qualifica del responsabile dell'incidente (un conduttore di taxi, in quel momento alla guida del suo veicolo privato), sia alla situazione di pericolo determinatasi dopo il sinistro, con il pedone rimasto a terra al centro della strada privo di sensi.

Studio legale Lucia, avvocati specializzati in materia civile, commerciale e in diritto amministrativo
info@studiolegalelucia.com
06 69922319 (Roma) - 091 340170 (Palermo)
Largo Chigi n.5, Roma, 00187
Via Marchese di Villabianca n.126, Palermo, 90143
Contatti
Copyright 2007 - 2021 © Studio Legale Lucia
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram