Ecobonus e sismabonus, il dissenso di un solo condomino può bloccare i lavori

Febbraio 28, 2022

Non basta l'incombente scadenza dei termini relativi al completamento delle opere per ottenere un provvedimento cautelare di accesso ai locali. Lo ha stabilito il Tribunale di Palermo, che ha rigettato l'istanza dell'amministratore di condominio che chiedeva l'accesso nello stabile del convenuto per continuare i lavori. Prima di partire con il superbonus bisogna dunque convincere tutti i condomini, altrimenti il progetto rischia di arenarsi se uno di loro non collabora. Per ottenere l'ordinanza cautelare va dimostrato concretamente il periculum in mora

La vicenda

Il condominio e il suo amministratore avevano chiesto un provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c. contro il condomino resistente, il quale impedisce l'accesso ai locali di sua proprietà, bloccando così l'inizio dei lavori di messa in sicurezza. Nel caso in esame, gli interventi di puntellamento dei pilastri facevano parte di quelli necessari a rimuovere degli abusi edilizi presistenti e poter poi passare alle opere coperte dagli incentivi fiscali dei cosiddetti ecobonus e sismabonus. Il ricorrente fondava il suo diritto di completare i lavori sul art. 843 del Codice civile. L'impresa appaltatrice aveva completato tutti gli inverventi nel resto dello stabile e rimanevano da finire solo la parte di proprietà del convenuto. La situazione di stallo aveva determinato la sospensione dei lavori.

La pronuncia del Tribunale

Secondo il giudice, presupposto per l’ottenimento di un provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. è che, nelle more del giudizio per la tutela del diritto delle forme ordinarie, questo sia esposto ad un pericolo imminente ed irreparabile. Il Tribunale di Palermo ha ritenuto, con ordinanza cautelare, che la scadenza dei termini per il completamento di parte delle opere di ristrutturazione dell'immobile non costituisca un valido presupposto per ottenere il provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c., come chiesto dalla parte ricorrente. Secondo il giudice mancava la concreta dimostrazione che le opere in esame siano volte ad eliminare uno stato di pericolo presente nell'edificio. La parte ricorrente pertanto, in assenza di esplicito consenso del condomino proprietario dell'immobile, potrà ottenere l'accesso ai locali solo con rito ordinario.

Conclusioni

Nelle deliberazioni che riguardano il c.d. superbonus, l'amministratore di condominio dovrà sempre tenere in conto le decisioni di ogni singolo proprietario. Bisognerà quindi guardarsi da prendere decisioni a maggioranza, perché basta un solo dissensiente a bloccare i lavori. Nelle more del rito ordinario, infatti, scadranno i termini per l'effettuazione delle opere. Insieme ad essi, gli incentivi fiscali. Una volta bloccato il procedimento, il condominio perderà anche l'anticipo versato all'impresa incaricata che senza colpa non potrà iniziare i lavori.

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