Divorzio, l'affidamento esclusivo va motivato altrimenti è nullo

Aprile 12, 2022

In caso di divorzio l'affidamento condiviso dei figli rappresenta la regola alla quale il giudice può fare eccezione solo nell'interesse dei figli. Se opta per l'affidamento esclusivo, questo dovrà essere adeguatamente motivato, altrimenti è nullo. Lo ha stabilito la Cassazione

La vicenda

La Corte d'Appello di Napoli, aveva confermato la decisione del giudice di primo grado, affidando in via esclusiva alla madre la figlia minore dopo il divorzio. Il marito è ricorso in Cassazione, facendo valere la violazione degli articoli 337 ter e 337 quater, e dell'articolo 8 Cedu, in relazione all'articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Secondo il ricorrente il giudice ha agito in difetto di motivazione: nel giudizio la Corte d'Appello non aveva tenuto in considerazione le valutazioni della consulenza tecnica d'ufficio sulla capacità genitoriale della madre. In particolare la madre era stata considerata incapace di preservare il rapporto padre-figlia.

La pronuncia della Cassazione

La Corte d'Appello di Napoli è incorsa nella violazione di legge perché, scrive la Cassazione, muovendo dal pregiudizio risentito dalla minore dall'affido condiviso - in particolare facendo riferimento all'episodio della sua Prima comunione, poi risolto solo grazie all'intervento di terzi - ha ritenuto la madre come "unica figura educativa di riferimento" senza però motivare sulla sua idoneità ai compiti educativi e di cura della figlia. La motivazione adottata dalla Corte distrettuale era risultata carente e aveva lasciato insoddisfatti gli elementi integrativi della fattispecie, necessari per individuare il genitore affidatario in via esclusiva. Quegli elementi sono però decisivi nel determinare l'interesse (preminente su tutti gli altri in gioco nel procedimento) del figlio minore.

Conclusioni

L'affidamento condiviso ad entrambe i genitori dei figli minori costituisce il regime ordinario. Quest'ultimo è derogabile solo quando esso risulti pregiudizievole per l'interesse dei figli, alterando e ponendo in serio pericolo il loro equilibrio e sviluppo psico-fisico. È quindi necessaria una puntuale motivazione che spieghi il pregiudizio potenzialmente arrecato al figlio da un affidamento condiviso. Al tempo stesso la motivazione dovrà rendere conto della idoneità del genitore affidatario esclusivo ai compiti di accudimento ed educazione, anche tenendo per le modalità con cui lo ha svolto nel passato e, dall'altro, in negativo, della inidoneità ovvero manifesta carenza dell'altro genitore;

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