Cade dalla bici di giorno in strada dissestata: per la Cassazione è colpa dell'amministrazione

Maggio 31, 2022

Non basta che l'incidente avvenga di giorno e in una strada manifestatamente dissestata: gli obblighi di custodia sul manto stradale comportano rigorosi doveri e responsabilità. Quest'ultima può essere esclusa soltanto a precise condizioni

Il caso

Tizio citava in giudizio l'amministrazione provinciale dopo aver subito un incidente: aveva perso il controllo della sua bicicletta ed era caduto, riportando lesioni alla persona e al mezzo. Secondo il ricorrente l'incidente era avvenuto a causa di un avvallamento nel manto stradale. L'amministrazione eccepiva la mancanza di prova della dinamica del sinistro, l'assenza di nesso causale tra la cosa in custodia e il danno e attribuiva alla danneggiato la responsabilità esclusiva dell'evento.

Il Tribunale considerava provato il nesso causale tra l'avvallamento e la caduta, ma quest'ultima doveva considerarsi causata sia da caso fortuito, sia dalla condotta negligente del danneggiato: secondo il tribunale la presenza di simili avvallamenti in una strada extraurbana era una circostanza prevedibile dal ricorrente, che avrebbe dovuto prestare cautela.

Il ricorso in appello

La Corte d'appello confermava la sentenza di primo grado. Secondo la Corte la circostanza che al momento dell'incidente fosse pieno giorno e che la strada presentasse avvallamenti molto evidenti lungo ampie parti della carreggiata comporta un grado di responsabilità esclusiva del danneggiato. Soltanto la sua condotta negligente aveva causato l'evento dannoso. Anche il particolare modello di bicicletta (un mezzo da corsa) avrebbe dovuto suggerire al ricorrente maggiore prudenza.

Il ricorso in Cassazione

Tizio ricorreva poi in Cassazione che, al contrario, accoglie il ricorso: secondo la Corte la più recente giurisprudenza di legittimità ha rivalorizzato l'obbligo di custodia ponendo a carico del custode la prova del fortuito in maniera sempre più rigorosa. Il custode deve predisporre quanto necessario per prevenire danni attinenti alla cosa custodita. La condotta del terzo o del danneggiato può essere considerata caso fortuito soltanto quando comporti una alterazione imprevista e imprevedibile dello stato della cosa.

L'articolo 2051 del codice civile impone al custode e presunto responsabile di provare l'esistenza del caso fortuito, ma al tempo stesso, ribadisce la Cassazione, i suoi obblighi di vigilanza, custodia e diligenza gli impongono di adottare tutte le misure idonee per prevenire e impedire la produzione di danni.

Per la Cassazione l'avvallamento comunque percepibile (perché di notevoli dimensioni e per la perfetta visibilità diurna) non può integrare la nozione di caso fortuito. Il Comune avrebbe dovuto intervenire sul manto stradale o provare almeno in giudizio che l'avvallamento si fosse creato recentemente. Non basta che l'evento sia avvenuto di giorno per escludere i doveri di custodia sul manto stradale in capo all'amministrazione.

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